Correva l'anno 1898

Il Popolano n° 2 del 24 gennaio 1898

L'edilizia

Facemmo più volte notare anche noi lo sconcio che si verifica nei quartieri Ospizio o Falcone ove si costruiscono nuovi fabbricati senza alcuna norma nè edilizia né igienica — Mancano perfino comode vie per circolarvi; e verrà tempo che, conoscendosene il bisogno, il Comune dovrà far demolire le nuove fabbriche, pagandone il prezzo.

(Il Popolano 1898)


AVVISO

Giosuè Filacchione rende nòto che anche quest'anno, in occasione della prossima fiera del 1° novembre aprirà, nella Schiavonia un albergo con trattoria. I locali non saranno più dove furono nel maggio scorso, ma negli appartamenti sovrastanti al Caffè Roma. Molte sale indipendenti, addobbate con la massima eleganza, formeranno il maggior comodo dei forestieri,i quali saranno serviti da educatissimo e provetto personale, ed avranno a loro comodo tutto ciò che può desiderare il gusto ed il bisogno di chi trovasi fuori famiglia. Il servizio di cucina sarà, inappuntabile, i vini squisitissimi, e si avranno pranzi, colazioni, dejunèr, caffè, liquori, che per bontà e mitezza di prezzo non temono concorrenza. Le prove di simpatia e di fiducia che il ristorante e caffè Roma si procurarono per il passato, son sicuro con maggior successo per l'avvenire, e perciò il sottoscritto si augura dì vedersi onorato da numerosissima clientela.

(Il Popolano 1898)


Risolta la crisi al Comune

In seguito alla nuova crisi municipale fu indetta per il 27 dicembre scorso la riunione del Consiglio per procedere alla nomina di un nuovo Sindaco ed evitare così al paese più gravi danni. Teneva la presidenza del Consiglio l'Assessore dimissionario Quintieri ed erano presenti 21 consiglieri. Né vi mancava un numeroso pubblico, solito ad accorrere nelle grandi circostanze. Essendo il Consiglio in numero legale, il presidente dichiara aperta la seduta. Poi dice che prima di passare alla nomina del Sindaco, occorre prendere atto delle dimissioni date dal Sindaco Graziani e dalla Giunta, ed il Consiglio delibera di accettare tali dimissioni. Dopo ciò fa distribuire le cartelle per la nomina del Sindaco. Fatto lo scrutinio con l'assistenza di tre consiglieri, risulta nominato con 12 voti il sig. Redi Luigi: vi furono sei cartelle bianche e tre voti dispersi. La elezione del sig. Redi ha fatto buona impressione nel pubbìico e nella vita amministrativa non ha precedenti- E sebbene in questi ultimi due mesi avesse fatto parte della vecchia Giunta, pure non gh si può attribuire nessun atto di ostinata partigianeria.

(Il Popolano N. 1 del 1 gennaio 1898) 


Tragedia del mare a Schiavonea

II 25 dello scorso gennaio una barca peschereccia della nostra marina Schiavonea sorpresa in mare da impetuoso grecale, veniva capovolta e l'intera ciurma di sei persone spariva nei vortici del mare. Di essa uno solo riusciva a salvarsi dopo aver lottato più di venti ore con le onde tempestose del mare. Egli è tal Gambardella Domenico di anni 22, da Amalfi. I cinque periti erano di Malori (Salerno). Non tutti i cadaveri si sono finora rinvenuti. 

(Il Popolano N. 3-4 del 13 febbraio 1898)


II Carnevale in Piazza del Popolo

Anche noi, per la prima volta abbiamo avuto il nostro Carnevalone. Questa novità è dovuta ad una eletta schiera di giovani signori che ne fecero campeggiare l'idea, accolta poi con giubilo da parecchi altri. E la prima domenica di quaresima fu bello assai e divertente vedere una ventina di persone, vestite elegantemente a vari colori, rappresentante una compagnia di acrobati, preceduti dalla banda musicale, anch'essa in abito da pulci E' indescrivibile ciò che avvenne in Piazza del Popolo, ove si erano preparate le funi per svariati esercizi. Una folla immensa di popolo li accolse con grida di evviva, ma era tanta la calca che si dovettero sospendere le danze incominciate e passare oltre. Ma ovunque essi andavano un'immensa andata di popolo li seguiva. Un bravo di cuore agli egregi giovani signori, augurandoci che la loro iniziativa passi nei costumi del nostro popolo. 

(Il popolano N. 5 dell'8 marzo 1898)


Nasce un nuovo giornale

Col 23 volgente mese è uscito pei nostri tipi il nuovo giornale cittadino: La Rivincita, con proponimenti di onestà e di indipendenza. Alla nostra consorella mandiamo un fraterno saluto, con l'augurio di una prospera e lunga esistenza.

(Il Popolano N. 6 del 29 marzo 1898)

(N. 7 del 10 aprile 1898)


II pastifico nel vecchio convento

Portiamo con piacere a conoscenza del pubblico che, sotto buoni auspici, è stato riaperto il vecchio pastificio di questa città, sito nel Convento di San Francesco, sotto la ditta Arnendolara e Compagni. Tutto nei locali è stato rifatto o messo a nuovo: tutto vi si fa con la massima pulizia ed esattezza. L'abilità, poi, dell'Amendolara e degli altri operai ci affidano della bontà della pasta, la quale fin dalla prima lavorazione è stata generalmente apprezzata. 

(N. 8 del 24 aprile 1898)


I Granatieri del Cav. Valente

Da alcuni giorni agisce sulle scene del nostro teatro la Compagnia di operette italiane Faggiani - Digennaro - Alterio. Ci duole però vedere quei bravi artisti non bene corrisposti dal pubblico coriglianese. Altre compagnie, certo al di sotto di questa, ebbero il piacere di vedere ogni sera il teatro gremito di spettatori; questa invece qualche sera ha dovuto cantare alle sedie vuote... Ed eccoci alla cronaca teatrale, con 7Granatieri, del Maestro cav. Valente. Il cav. Valente è una gloria della nostra città, poiché egli è di famiglia coriglianese ed è nato in Corigliano... Questa volta il teatro, se non era pieno zeppo, conteneva molta gente... La musica del cav. Valente è un bijou, bella per melodia, per spigliatezza, per armonia. Vi sono dei pezzi stupendi, pezzi che entusiasmano e pezzi che vi toccano le corde del cuore. A ben ragione il pubblico ne restò ammirato, inebriato, applaudendo sempre e chiedendo il bis di alcuni pezzi.

(N. 20 del 27 novembre 1898)


Ora siamo veramente in troppi

Un nuovo giornale, La libera parola, ha cominciato le sue pubblicazioni nella nostra città. Siamo veramente in troppi, ma non pertanto facciamo alla nostra consorella le nostre felicitazioni e gli auguri di prospera e tranquilla esistenza. 

(Il Popolano 1898)