Correva l'anno 1617

I confini tra Corigliano e Rossano

Correva l’anno 1617, Agostino Saluzzo, diventato signore di Corigliano, per ricomporre l’antico mosaico giurisdizionale ideato da Sanseverino, si trasferisce a Corigliano, andando ad abitare nel Palazzo Abenante (ci sarà una lite giudiziaria tra il Saluzzo e Carlo Abenante, che ne vantava delle pretese).

Tra le numerose questioni che il Saluzzo dovette affrontare fu quella con la principessa di Rossano, Olimpia Aldobrandini, circa i confini tra Corigliano e Rossano, a seguito dell’esondazione del fiume Cino, che si diramò in tre corsi.

Per tale motivo, giunse, nella primavera del 1617, a Corigliano il consigliere Scipione Rovito che misurò l’estensione del territorio per ristabilire i confini tra i due comuni. Dopo due mesi di lavoro, il Rovito diede ordine al maestro muratore Giacomo Grisafi di costruire delle colonne sulla linea di frontiera con Rossano “allo curso di lo Cino”.

All’alba del 31 maggio, una banda armata di rossanesi, capeggiata dal mastrogiurato Fabio Doccia, sospettando delle usurpazioni, diroccò quei pilastri. Il tutto avvenne sotto gli occhi di numerosi coriglanesi, che così testimoniarono al governatore Pompeo Casata:

Questa matina 31 di maggio ritrovandosi allo Curso dello Cino et proprio dove erano li pilieri fatti per ordine del Signor Consigliero per limiti fra li territorij di Rossano et Corigliano che esso testimonio facea una sarcina di legni, et ci era un hora di giorno vidde venire una gran turba di gente armati, et sei a cavallo, et pigliorno esso testimonio dicendo chi t’ha fidato qua, et esso testimone disse sono stato fidato ma hora è tutto nostro, et dette gesti; perché erano di Rossano che largamente esso testimone li conobbe ma non sape li nomi, et lo volevano portare carcerato che così gridavano tutti, quando arrivò il Mastro Giurato a cavallo, e lo fece liberare dicendo lasciamolo andare santo diavolo facemo quello che havemo da fare, et subbito si posero a sciollare li veliei con piconi, et zapponi, e carricavano le pietre allo curso dello fiume sempre gridando presto presto maniamoni trovamo l’altri pilieri et il Mastro Giurato disse ad esso testimonio che stava a videre che si facea, presto sfratta l’acqua tu o seno mo ti spezzo la capo, ed esso testimonio si partì, et dopo sciollati quelli dui pilieri che erano vicino ad esso territorio si partirono, la volta ad alto lo Curso ad irto, et esso testimonio andò a videre tutti i pilieri che erano fatti e li trovò di modo diroccati che appena pareno dove erano, et questa è la verità

 

(i testimoni furono: Giacomo Jocola, Silvestro Pagliaminuta, Petruzzo di Bisignano, Cornelio Citraro, Alessandro Barbarello,Francesco Minius, Giuseppe Mandatoriccio, Alessandro Basile, Mercurio Palopoli, Pietro Giovanni Gronda e Giacomo Grisafi)

(fonte: Il Ducato di Corigliano di A. Savaglio)