Correva l'anno 1538

L'attacco del corsaro Barbarossa alla città di Corigliano

Nel 1538 le orde turche, cappeggiate dal pirata Barbarossa, giungono sulla costa di Corigliano, si dirigono verso la città e la cingono d'assedio. Prima, però, alcuni pirati cercano di entrare nel convento di S. Francesco, posto fuori le mura della città. A custodia del cenobio, scappati tutti i frati, rimane un povero vecchio che, non potendo fare altro, prega S. Francesco di venire in suo aiuto. Il Santo appare al vecchio, va verso la porta d'ingresso del convento e la puntella con la canna che aveva in mano. I Turchi non riescono in alcun modo a sfondare la porta; desistono e vanno a dare man forte ai compagni che assediano Corigliano.

La città, difesa da Pietro Antonio Sanseverino, sta per cedere agli assalti dei Turchi, quando un vecchio appare ai Coriglianesi e li esorta a resistere, ad avere fede in Dio e fiducia in S.  Francesco che aveva loro promesso, prima di andar via da Corigliano, di difenderli dagli infedeli.

Il popolo, rincuorato dalle parole del Vecchio, resiste agli assalti dei Turchi, che, poco dopo, abbandonano il territorio di Corigliano.

(tratto da "Storia di Corigliano Calabro" di Enzo Cumino)