Luigi Palma

 

Luigi Palma(1837-1899) si laureò in giurisprudenza a Napoli nel 1857 e dopo pochi anni ottenne la cattedra di Diritto Costituzionale presso l'Università di Roma. Fu membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Il 7 agosto 1887 Francesco Crispi lo nominò Consigliere di Stato. Autore di numerose opere e trattati di diritto costituzionale.

Luigi Palma - Nacque il 19 luglio del 1837 da Pietro Paolo e da Maria Teresa Palopoli. A vent’anni si laureò a Napoli in Diritto. Nel 1858 scrisse un saggio: Storia critica della tragedia in Italia e confronto dei nostri tragici coi principali tragici stranieri. Nel 1861 scrisse Il Papa Re ed il Papa non Re. Tra le altre opere si ricordano: Armonie dell’economia Politica con la Filosofia della Storia, Prolusione allo studio dell’economia politica, Del potere elettorale negli Stati liberi. Nel 1865 scrisse un libretto, In morte dell’avvocato Bernardino Bombino, importante avvocato coriglianese, maestro del Palma. Collaborò con Il Popolano e il Telesio, rivista cosentina. Con l’Utet pubblicò: Raccolta dei Trattati e delle Convenzioni in vigore tra il Regno d’Italia e i governi stranieri, 1890, e Studi sulle costituzioni moderne, 1894. Muore a Roma il 3 gennaio 1899.

(Il Popolano N. 16 del 16 agosto 1887)

Per il Prof. Luigi Palma
Annunziammo nel numero precedente una dimostrazione di congratulazione al prof. Luigi Palma per la carica di Consigliere di Stato, a cui tanto meritamente fu assunto.
Partita l'idea da un comitato popolano, annunziammo la dimostrazione per domenica 7 corrente; ma di accordo col signor Sindaco, perché vi prendesse parte anche il Corpo Municipale. E di fatti, alle ore 6 p.m. del lunedì, la Società Operala, preceduta dalla banda Popolare e seguita da numerosa popolazione, si mosse da Piazza del Popolo ed al suono della Marcia Reale percosse Via Principe Umberto, Piazza Vittorio Emanuele e si portò nel Palazzo comunale.
Colà si unì ad una rappresentanza del Corpo Municipale con a capo il Sìg. Pasquale Garetti, sindaco ff, al corpo insegnante e buona mano di signori.
Si sfilò in quest’ordine.
Banda Municipale — Corpo Municipale — Corpo insegnante — Banda Popolare — Comitato organizzatore della dimostrazione — Società Operaia – Folla di Popolo. Cosi, coll'alternare della Marcia Reale fra le due Bande, spesso coverta dai frenetici evviva al nuovo Consigliere di Stato, si ritornò per le stesse vie, ma poi passando per via Garopoli, in Piazza del Popolo, ove maggior quantità di cittadini unissi ai dimostranti.
Si andò sotto le finestre dell'avventurata e degnissima madre dell'illustre Professore.
Or chi può ridire i fragorosi evviva scoppiati da mille e mille bocche all'arrivo colà? Basti il dire che le Bande suonavano e non se ne udiva una nota.
In questo mentre una commissione del Municipio e del Popolo sali in casa della fortunata genitrice a felicitarla.
Spettacolo commovente oltre ogni dire fu poi quando, la madre del Professore, asciugando le lagrime di contentezza che le bagnavano il volto venerabile, si affacciò alla finestra a ringraziare la folla.
Non furono allora voci emesse da petti umani; furono bocche di cannoni Krupp che ripetevano: —Evviva Luigi Palma — Evviva il nostro Concittadino - Evviva il nuovo Consigliere di Stato.
Indi il Sig. Pasquale Garetti, Sindaco ff., da una finestra pronunziò brevi ed elette parole all'indirizzo dell'Uomo illustre e propose un altro evviva. E lì nuove ovazioni fragorose, assordanti.
Evviva! Ripetiamo ancora noi – Evviva sempre!
Nello stesso ordine si ritornò al Municipio ove si venne, nella determinazione di trasmettere al professore Palma un indirizzo-telegramma che il prelodato Sindaco ff. lesse in pubblico.
Infine la Società Operaia, seguita dalla stessa folla plaudente si restituì in Piazza del Popolo presso la sala dell’Assemblea, ove, al grido provocato dal Sig. Luigi Dott. Patari di Viva il Re – Viva il Prof. Luigi Palma – Viva il Popolo, tranquillamente si sciolse la dimostrazione, la quale riuscì imponentissima, e senza alcun dispiacevole incidente, se non uno lievissimo per altro suscitato dal prof. Sig. F. Greco, Direttore la Banda Municipale; il quale, quantunque eravi l'accordo che le due bande avrebbero dovuto eseguire una suonata per una, egli, oltre a far ripetere più volte senza interruzione la suonata, nel giungere di ritorno al Municipio, mentre la Banda Popolare non ancora aveva terminato la sua, fece intuonare la Marcia Reale alla Municipale. Considerate che accordo! che non sarebbe terminato chi sa per quanto, se per leggere il su citato telegramma, il Sindaco ff. non avesse imposto al Greco di finirla. Lasciato la Banda Municipale di suonare, lasciò pure la Popolare.
A lingua nostra queste azioni si dicono: PUERILITÀ O DISPETTUCCI DA BIMBI.
Osserviamo soltanto che avrebbe dovuto aver riguardo allo scopo della riunione e far tacere in quella circostanza l’antagonismo.
Ora ecco la risposta che il Grand'Uomo si compiacque fare al telegramma trasmessogli:
« Sindaco Corigliano Calabro Vostro telegramrna giuntomi adesso
Viareggio posta, voi, Consiglio, Società Operaia, Corpo Insegnante, Banda Municipale e Popolare, intera cittadinanza sempre benevolissima verso me, sommamente gentile verso mia madre, pregovi farvi interprete miei grati sentimenti tanto affetto. PALMA ». 

Per altre notizie, ti consiglio di leggere un articolo di F. Grillo pubblicato sulle terze pagine dei n. 15-16-17-18 del Cor Bonum del 1963