Guido Compagna

(in preparazione la Vita del barone)

La morte del barone

 

(Dal quindicinale "Il Popolano" n. 4 del 14 marzo 1925

Alle ore 18 del 11 marzo del 1925, pervenne al nostro sindaco, Giuseppe Caracciolo, il seguente telegramma:

“Partecipo vostra Signoria sventura irreparabile nostra famiglia fine avvenuta oggi adorato fratello Guido pregandola informare cittadinanza coriglianese che amò suo figlio prediletto comune dolore.”

                                                                                                                                              Luigi Compagna

 Guido Compagna

Alle lunghe ore trascorse in silenzio fra la trepidazione e la preghiera, l'ansia e l'attesa, è succeduta la notte senza fine e senza luce.

E mai più Lo 'vedremo vivo e bello, d'una vita e d'una bel­lezza che parevan fuse a posta per rappresentare l'espressione più pura e più. alta dell'anima coriglianese.

Tornerà- Lui, nostro oggi più che ieri, Lui ardentemente a­spettato, Lui che con tutte le invocazioni della fede con tutta. a tenacia del volere, tentammo strappare alla truce Ombra,

Tornerà fra poco, ma freddo, muto, disteso nel letto ultimo; ma seguìto da una moltitudine senza mente, senza voce, senza meta.

Perchè da Lui — sempre pronto e disposto a tutta la manifestazioni di umano e civile altruismo, — da Lui — che volle nostro il Castello, tempio e asilo di filantropia cristiana­mente praticata, — veniva a Corigliano il soffio animatore e purificatore, il monito, l'e­sempio, la guida verso il bene, verso l'equilibrio, verso la con­cordia, la pace.

Ma troppo monchi e con­fusi risorgono i ricordi in que­st'ora, che non rappresenta «la squilla di speranza vittoriosa» da Lui intraveduta nelle accla­mazioni plebiscitarie onde Co­rigliano, in delirante entusiasmo, ne accoglieva la candidatura a deputato.

Guido Compagna, il figlio e protettore augusto di Coriglia­no,- il tipo più rappresentativo della virtù bruzia, è lì, muto e immobile nella bara, che fra . poco, in devoto pellegrinaggio, accompagneremo — reduce da Napoli al Castello, e dal Castello alla tomba nella Chie­sa della Schiavonia, accanto al­la salma dell'avo illustre.

In quest'ora nerissima. che rappresenta il più gran lutto per la nostra cittadinanza, non parole, ma devoto. Raccoglimento, ma religioso tributo di so­spiri e di lacrime.”

 

 L'UOMO

Ecco: s'erge più bella nella luce del ricordo la figura di Guido Compagna. E ritorna tutto un passato di abnegazione e di fede nelle idealità più pu­re; tutta una vita di attività, di lavoro, di beneficenza; una vita, fiorente di giovinezza e di so­gni; una vita breve di anni, ma lunga di opere.

Guido Compagna fu l'espres­sione migliore delle migliori do­ti di nostra gente, l'affermazio­ne maggiore delle nostre mag­giori aspirazioni, la bandiera immacolata che ci proteggeva, ci guidava, ci sospingeva incon­tro alle conquiste più civili; il cuore più nobile che accolse il palpito d' ogni sofferenza; la men­te più equilibrata e serena, che vide chiaro nel campo della po­litica, dell'agricoltura, del com­mercio, del benessere cittadino; il faro luminoso che ci rischia­rò le vie dell'avvenire.

Ogni Coriglianese ha l'effigie di Lui scolpita nel cuore: chi illuminata dalla luce della gra­titudine, chi da quella dell'af­fetto, chi da quella dell'ammira­zione: ma sempre bella, sempre pura, sempre alta.

« Cor cordium » potremmo ripetere di Lui: Cuore dei cuori, cuore che s'impose a tatti i cuori con la magia della bontà, col fervore della iniziativa, col fascino della simpatia fatta di stima, di devozione profonda­mente e universalmente sentita.

Per lui ogni nostra industria fioriva, per lui ogni nostra aspirazione si attuava: feste di beneficenze, parco della rimembranza, monumento dei Caduti; in lui ogni nostra necessità trovava àncora-di salvezza; per lui sorse in momenti gravi l'En­te Autonomo dei Consumi.

E non basta. Quando mag­giormente le ire di parte dilaniavano il nostro paese, nel 1919, Egli- sorse simbolo. di. pace e di concordia e fu il nostro Depu­tato. E anche in politica ebbe un programma netto e preciso: il bene di queste contrade, che han tanti diritti da rivendicare.

Ma andava sempre al di là dell'aspettato: quando fu inau­gurato il Monumento ai Caduti, con pensiero oltremodo delicato Egli offrì 100 mila lire per la costruzione di un Ospedale: il ricordo dei Morti per la Patria accese nel suo cuore nobilissi­mo il desiderio di aiutare i bi­sognosi.

Quando si spense suo padre spedì altre 100 mila lire per lo stesso scopo.

A quanti andarono a salutar­lo durante la lunga malattia, parlava con nostalgia infinita di Corigliano sua, che lo aspettava risanato, e che ne custodirà gelosamente le spoglie bene­dette.

Per l’On Guido Compagna

La sera del’11 corrente si sparse a Corigliano con la rapidità del fulmine la truce novella. Fu uno schianto per tutti, perché Guido Compagna era la parte migliore dell’anima nostra, che custodirà gelosamente il ricordo prezioso di Lui, che più bello balza dall’ombra del nulla.

Il giorno 12 tutti gli uffici, il nostro Ginnasio e Convitto e molti palazzi esposero la bandiera abbrunata, e su le porte di tutte le botteghe e in ogni angolo di via furono affissi dei cartelli recanti la scritta: Lutto cittadino.

La sera del 12 corrente, il Sindaco, accompagnato da due Guardie Municipali partì alla volta di Napoli a dire alla famiglia dell’illustre Estinto lo strazio di tutta Corigliano.

 

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