Ida De Novellis

 

Ida De Novellis,una vita per l’arte

di Carlo Di Noia

  

Questo articolo vuole essere un doveroso omaggio nei confronti di quella che può essere certamente considerata la decana delle pittrici e dei pittori coriglianesi, Ida de Novellis, alla quale mi legano sinceri rapporti di stima e di amicizia, oltre che di affetto, essendo anche la nonna di mia moglie Rossella e la bisnonna della mia piccola Barbara.Rovistando tra le numerose ed impolverate carte del suo archivio privato e nei nostri frequenti colloqui emergono interessanti spunti di riflessione sulla sua singolare figura di donna che ha dedicato al culto del bello e dell'armonia, oltre che alla famiglia e all'amicizia, tutta una vita.Nel salotto/atelier della sua casa coriglianese si respira un'atmosfera particolare, attorniati dai numerosi premi da lei ricevuti nel corso della sua lunga attività artistica, ma, soprattutto, grazie alla gradevole compagnia dei suoi dipinti (stupendi paesaggi in cui si alternano tramonti di una struggente intensità emotiva e sereni scorci campestri di sapore bucolico, armoniosi bouquetsdi fiori di variegate e raffinate colorazioni, ritratti di fanciulle sognanti, sacre immagini di Cristi, Madonne e Santi).E' un piacere ascoltarla e vedere il suo sguardo che si illumina mentre parla del suo incontro giovanile con Giorgio De Chirico, avvenuto nella strada romana dei pittori, la famosa Via Margutta; il maestro, racconta la pittrice, non senza una punta di giustificato orgoglio, fu tra i primi a spronarla a proseguire la sua opera. Ida de Novellis sottolinea l'importanza di questo incontro che indubbiamente le fece avere più fiducia nei suoi mezzi esuperare quella certa diffidenza che nella Corigliano degli anni '40 poteva suscitare la presenza di una donna che sceglie di fare della pittura e dell'arte la sua ragione di vita.Attratta fin da bambina dal disegno e dai colori, Ida de Novellis, autodidatta e dotata, quindi, di quella che può essere certamente considerata una dote di natura, ha da allora proseguito senza soste fino ai nostri giorni la sua personale ricerca di forme, luci e colori, regalando a chi ha avuto il piacere di ammirare i suoi quadri, momentidi grande serenità e conforto.Collaboratrice sin dal lontano 1955 di "Calabria Letteraria",la prestigiosa rivista di cultura regionale, Ida deNovellis vanta una nutrita corrispondenza epistolare conil suo direttore, Emilio Frangella, che la definisce a più riprese come "una pittrice che fa davvero onore alla Calabria", dedicando anche ai suoi quadri numerose copertine del giornale.Suo estimatore fu anche il poeta coriglianese Costabile Guidi, ilquale ha scritto che "la pittura della signora de Novellis è una vera e propria espressione di arte per l'armonia e la grazia delle composizioni, per la tonalità e le trasparenze dei colori, per il disegno e la tecnica dell'insieme".Numerose le mostre che l'hanno vista protagonista, sia individuali che collettive, in molte città italiane, come Cosenza, Roma, Firenze; Ida de Novellis, però, sembra ricordare con particolare entusiasmo le sue mostre coriglianesi del 1955 e del 1967, a conferma del forte attaccamento alla sua città,nella quale ha saputo trovare la tranquillità e gli stimoli necessari al suo lavoro artistico. La mostra del1955 si tenne al Castello Ducale e venne organizzata dal locale "Centro Studi Democratici", tra i cui soci vi erano Giuseppe Franzé e Peppino Gianzi; nel 1967, invece, isuoi quadri furono esposti nei locali del Liceo Garopoli, grazie all'organizzazione del periodico locale"La Freccia" e dell' "Ausonia Club".Ida de Novellis mi mostra anche come un suo quadro rappresentante il centro storico di Corigliano,dominato dal Castello e circondato dagli aranceti, venne impresso sulla carta da lettera del Comune di Corigliano e sul biglietto di invito di una festa degli agrumi del "1967, a mo' di immagine simbolo della città.Dotata di un forte sentimento religioso, i suoi quadri adornano anche alcune chiese coriglianesi;una sua pittura raffigurante SanFrancesco d'Assisi in preghiera ha l'onore di essere collocata sin dal1955 in una sala del convento dedicato al Santo poverello di Assisi. Gli anni non hanno per nulla offuscato l'eleganza e l'armonia del suo gesto artistico; il pennello scorre sempre con grande elasticità e morbidezza sulla tela. Credo che la pittrice de Novellis abbia ancora tanto da raccontarci; la sua vita improntata sulla ricerca artistica le ha dato l'opportunità di vedere la realtà da un suo particolare e personale punto di vista.Tutto ciò le ha conferito un grande equilibrio ed una singolare pacatezza nel porsi di fronte alle vicende umane. Alcune volte la sorprendo mentre è intenta a rifinire un dipinto; accorgendosi della mia presenza, si gira verso di me e, quasi ironizzando sulla riuscita del suo lavoro, mi chiede una mia valutazione. Io le rispondo augurandole di regalarci ancora tanti bei momenti di serenità.