Le Botteghe di una volta

4° VOLUME

 

Giovanni Scorzafave

 

Corigliano Calabro

Le Botteghe di una volta

 

IV Volume

 

 PRESENTAZIONE

 

Sono tornato! Cari Amici lettori, siamo giunti al quarto volume de “Le botteghe di una volta”.

A questo punto, come diceva un noto personaggio televisivo di qualche anno fa, la “domanda sorge spontanea”: ancora un altro volume? E la risposta sorge in modo altrettanto spontaneo: si! Perché amare la propria terra è come amare la propria donna, non si finisce mai di veleggiare nelle dolci acque del mare della vita; ed ecco allora un altro volume!

Comprendo benissimo il vostro stupore e mi auguro che anche voi capiate il mio, forse ancora più forte del vostro, cioè quello di non aver mai pensato di arrivare fin qui. Infatti, la strada finora percorsa è stata lunga, forse anche un po’ dura per mille, e forse più, motivi, ma, in ogni caso, ancora non abbastanza, a mio avviso, per “tessere” le lodi a molti altri artigiani della nostra città che hanno vissuto di solo pane e bottega, oltre che dei loro affetti familiari.

Erano uomini di altri tempi, che, come l’edera che si attacca sui muri per salire sempre più in alto, si arrampicavano sul muro della vita con le loro mani nude per mandare avanti le loro famiglie, spesso numerose.

Così, al contrario dello scalatore, che, con fatica e sforzi, si appresta, con l’ausilio di corde e moschettoni, a raggiungere la vetta del monte, io cerco, nella speranza di non cadere, perché non dotato di alcuna imbracatura di sicurezza, di salire con le sole corde della memoria questo particolare monte, la cui vetta non si scorge mai; e proprio quando credi di essere arrivato, ti trovi ancora un crinale da salire, perché gli artigiani e i commercianti che hanno reso grande Corigliano di un tempo sono veramente innumerevoli.

Per tale motivo, ma non so neanch’io quando, cederò il testimone del tempo ad altri, affinché continuino a scalare questo particolare monte, salendo sempre più in alto, per regalare alle nuove generazioni i profumi e i sapori di altre botteghe della nostra amata città.

E allora, senza perdere più tempo, come accennavo nella presentazione del precedente volume, non mi resta che riprendere la mia penna per intingerla nel calamaio del tempo e lasciare che la memoria, le parole, le immagini, i suoni ed i ricordi restino sulla carta, come testamento, come preziose impronte di chi con tanta umiltà, religiosità, sudore e spirito di iniziativa, ha reso grande questo borgo.

Tutto questo a definire e delineare la nostra storia, ciò che siamo e ciò che siamo stati, perché ciò che saremo domani è quello che consegneremo ai nostri figli insieme al profumo penetrante delle zagare, al canto del mare, al volo silente dei gabbiani, alle preghiere alla Vergine per le anime dei nostri cari, perché questo è il nostro paese: un cuore che non si ferma mai!

 

Giovanni Scorzafave

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PREFAZIONE

 

Era il 10 aprile del 2016.   

In quel pomeriggio, bagnato dalla pioggia, nella magnifica sede della CONFCOMMERCIO, in Corigliano Calabro, Giovanni Scorzafave, circondato da tantissimi parenti, amici e colleghi, presentava il suo primo libro: Corigliano Calabro Le Botteghe di una volta.

In quell’occasione, nel contribuire alla presentazione del libro, suggerivo all’Autore di provvedere al più presto ad integrare il suo lavoro con una successiva pubblicazione, al fine di colmare alcune lacune, che io mi permettevo di segnalare.

Giovanni mi rispondeva a caldo che il suo programma sul tema era molto vasto e che potevo stare tranquillo: i vuoti segnalati, e non soltanto quelli, sarebbero stati presto e doverosamente colmati.

E così avvenne.

Dopo meno di due anni, infatti, lo Scorzafave dava alle stampe il II Volume di Corigliano Calabro Le Botteghe di una volta e, l’anno successivo, il III Volume.

Oggi, Giovanni, ha voluto che io dessi il mio contributo anche alla nascita di questa sua nuova creatura, il IV Volume.

Giovanni mi ha voluto assegnare un ruolo che non è il mio, ma non ho potuto dire di no a un amico, a un collega, a uno scrittore coraggioso, che ha voluto cimentarsi in un mestiere che per formazione professionale non gli apparteneva: quello di storico. Ma non ho voluto dire di no soprattutto al Professore Giovanni Scorzafave, ricordando il rispetto da lui avuto nei confronti dell’Istituto da me diretto, l’Istituto Professionale “Nicholas Green” di Corigliano Calabro, da lui scelto come sede di Servizio, scelto anche dalla sua cara consorte Carolina, anche lei docente di matematica, e scelto, infine, come Istituto Superiore, dalla figlia, la carissima Sabrina, studentessa eccellente, oltre che ragazza dolce e raffinata, della quale conservo tra le mie carte  alcune sue poesie e alcuni suoi lavori di cui mi ha voluto farmi dono.

Ed eccomi qui a cercare le parole più adeguate alla presentazione del IV volume di Corigliano Calabro Le Botteghe di una volta.

Cosa dire di questo IV volume che non sia già stato detto nelle prefazioni dei volumi precedenti?

Posso soltanto sottolineare che anche questo nuovo volume è un atto di amore da parte dell’Autore. Un atto di amore per la sua Città, un atto di amore per i vecchi mestieri e, soprattutto, un atto di amore per le persone.

Giovanni Scorzafave, guida esperta e scrupolosa, in questo libro, come negli altri, ci conduce sottobraccio per le strade di questa meravigliosa città, facendoci visitare una ad una le botteghe non citate in precedenza. L’Autore vuole riportare alla memoria di chi li aveva conosciuti tanti artigiani, vissuti in anni ormai lontani e non più tra noi, e li vuole presentare anche a coloro che non li hanno conosciuti, ma che sentono il richiamo della propria storia delle proprie radici.

Giovanni fa tutto questo riaffermando le sue grandi capacità di ricercatore attento, attingendo alle fonti ufficiali, muovendosi tra le notizie con delicatezza e con garbo e, soprattutto, con grande rispetto per le persone, rievocandone le qualità positive, il loro impegno, i loro sacrifici, e tralasciando tutto ciò che non avrebbe portato alcun contributo alla presentazione del prodotto che si era proposto di regalare al lettore.

L’Autore tratta con lo stesso rispetto tutti i personaggi descritti in questo volume, sia quelli che hanno realizzato lussuosi negozi e attrezzati laboratori, sia quelli che hanno operato in locali angusti, capaci di contenere appena se stessi e gli strumenti del mestiere.

Le persone che lo Scorzafave fa rivivere in questo suo libro sono persone capaci di sognare, di guardare al futuro, di creare una famiglia, di portare a casa il pane necessario per dar da mangiare ai propri figli.

Giovanni ha voluto rendere omaggio a queste persone ed ha aperto le porte delle botteghe, una ad una, presentandoci i titolari sul proprio posto di lavoro, mentre, lavorando, fanno scuola ai propri “discepoli” o mentre parlano di politica con i propri clienti, senza mai interrompere il proprio lavoro. Alcune delle Botteghe descritte dall’Autore, infatti, oltre che scuole di mestieri, spesso erano anche laboratori di politica e di cultura.

Man mano che si aprono le porte, sentiamo l’odore della stoffa che si trasforma in vestiti che “vestono a pennello”, l’odore del cuoio modellato da maestri calzolai o da maestri sellai, l’odore di mortadella e di salumi vari, di formaggi, di provole e provoloni, di baccalà e di “sarechi”, gustiamo a vuoto (mmacanti) il caffè, i dolci e il latte di mandorle nei bar famosi. Sentiamo l’odore delle vernici nelle botteghe degli ebanisti. Sentiamo nei negozi di ferramenta l’odore di petrolio, che serviva ad alimentare quelle vere e proprie opere d’arte che erano i lumi a petrolio, i quali, in assenza di elettricità,  venivano utilizzati per l’illuminazione delle case, per segnalare le cantine dove era iniziata la vendita del vino nuovo, per indicare qualche nido di sesso a pagamento, oppure venivano agganciati “a ra carretta” trainata dal mulo, per segnalarne la presenza di notte, quando la giornata lavorativa si misurava “i suli a suli”(dall’alba al tramonto, escluso il viaggio. Il viaggio si faceva di notte).

Lascio ai lettori il piacere di fare la conoscenza diretta di tante persone, che, in tempi difficili, hanno contribuito a rendere questa nostra Città punto di riferimento per tutti i paesi circostanti.

Sono persone speciali, delle quali Giovanni Scorzafave non ha permesso che il tempo cancellasse la memoria.

 

Buona lettura.

 

                                                            Franco Caravetta

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’A VARBARIA 'I RI FRATELLI SPINELLI

 

 

 

’A PUTIGA ’I MASTRO FRANCESCO VACCA

 

   

’U PANIFICI ’I RA FAMIGGHJA TEBANO

 

   

’A VARBARIA ’I MASTRO RAFFAELE BRUNO

 

 

 

’A PUTIGA 'I RA CLEA

 

   

’A PUTIGA ’I MASTRO CICCIO MARINO

 

   

’A PUTIGA ’I MASTRO BRUNO PASSERINI

 

   

’A PUTIGA ’I DON RAFFAELE MAZZIOTTI

 

   

’A RIFICERIA DI ENZO CARNEVALE

 

   

’A PUTIGA ’I DON ALFONSO SPEZZANO

 

   

’I PUTIGHI ’I RI FRATELLI MIA RUSSI

 

   

’A VARBARIA ’I MASTRO TOTONNO SALAMUNI

 

   

’A PUTIGA ’I MASTRO EDOARDO POLINO

 

   

’A PUTIGA ’I ZU GIORGIO AVERSENTE

 

   

’A CHJANCA ’I RU CAPURALE

 

 

   

’A PUTIGA ’I CICCILLI ’I CANNELISE

 

   

’I PUTIGHI ’I ZU ALFONSO LAZZARANO

 

   

’A PUTIGA ’I ZU FRANCISCHI REALE

 

   

’U BAR ’I RI FRATELLI GRAVINA

 

   

’A PUTIGA ’I MASTRO GENNARINO AVELLA

 

   

’A PUTIGA ’I MASTRO SALVATORE LA GROTTA

 

   

’A PUTIGA ’I MARIO VENTURA

 

   

’A PUTIGA ’I MASTRO MIMMO ’I MISCIAGNA

 

   

’U PUTIGHINI ’I DON ATTILIO MARTIRE

 

   

’A PUTIGA ’I MASTRO GIORGIO ARAGONA

 

   

’A PUTIGA ’I PIERINO BRUNO

 

   

’A PUTIGA ’I MASTRO TONINO FESTIVO CANDIA

 

   

’A PUTIGA ’I DON ANTONIO ROMANELLO

 

   

’A PUTIGA ’I MASTRO TOTONNO ROMIO

 

   

’A PUTIGA ’I DON CICCIO SALATINO