A piccoli passi...verso il Sapere

di Enzo Cumino

Capitolo I

 
L'istruzione privata prima dell'Ottocento

 Corigliano, come gran parte dei Comuni del Mezzogiorno, prima del decennio francese (1806-1815) è sprovvista di scuola pubblica. Solo i figli del feudatario e dei ricchi borghesi del luogo ricevono un minimo di istruzione da precettori privati.

 La prima schola privata di cui si ha notizia nasce nel cuore del centro storico, verso la fine del Seicento, ad opera di don Marco Malavolta, parroco di San Luca. Molto probabilmente si tratta di una "scuola" vera e propria, a conduzione privata, ma inserita nel tessuto di una parrocchia cittadina, voluta dalle autorità comunali e diocesane, in conformità alle disposizioni del Concilio di Trento (1545-1563), nella quale si insegnano le materie di base dell'istruzione elementare, sia ai ragazzi da avviare al sacerdozio, sia ai bambini che intendono seguire tutt'altra strada. La notizia viene riportata da Pier Tommaso Pugliesi, a cui si deve la prima riflessione storica su Corigliano. Il dotto Carmelitano cita, tra l'altro, nello stesso volume, due grandi oratori del Seicento, ambedue impegnati nell'istruzione dei ragazzi nei decenni centrali del secolo. Il primo è Giulio Vilotta, cieco nel corpo ma illuminato nella mente, esperto in Grammatica e Retorica, paragonato a Cicerone come oratore, ottimo poeta e precettore di Francesco Pugliesi, padre di Pier Tommaso. II secondo è Francesco Mancuso, colui che, in qualità di Maestro, avvia il giovane Pier Tommaso agli studi e alla vita ecclesiastica: esperto in Grammatica, Aritmetica, Matematica, Filosofia, Retorica, Medicina, Chimica, ai suoi tempi il Mancuso è famoso come teologo ed oratore. Nel Settecento, spicca la figura di un altro grande educatore: Luigi Rossi di Montepaone (comune sito, oggi, in provincia di Catanzaro), chiamato in Corigliano, verso la fine del secolo, dalla duchessa Chiara Marini, vedova di Agostino IV, come precettore del piccolo Filippo Saluzzo. Il Rossi, legato agli ambienti più evoluti della capitale (Napoli) e della regione, imbevuto di principi illuministi, diffonde in Corigliano il seme delle idee liberali, specie tra le famiglie borghesi, creando col suo allievo, Antonio Toscano, un circolo o "club" patriottico, di ispirazione massonico-giacobina, chiamato Sala di Zaleuco, nel quartiere Citatella (1793). Allontanato dal castello e da Corigliano, il Rossi aderisce alla Rivoluzione Napoletana del 1799 e muore impiccato in Piazza Mercato, a Napoli. Anche il giovane Toscano corre in difesa della Repubblica. Nominato capitano della legione calabra e asserragliato con centocinquanta volontari calabresi, animati da ideali liberali, nel piccolo forte di Vigliena, alla periferia di Napoli, preferisce farsi saltare in aria, con i suoi compagni, dando fuoco alle polveri, piuttosto che cadere nelle mani dei nemici. Nonostante i timidi tentativi dei Borboni, Carlo III e Ferdinando IV (1784), di istituire scuole primarie (attuale biennio di istruzione elementare), nei vari Comuni del Regno di Napoli i risultati conseguiti sono minimi, in alcuni casi nulli. Causa fondamentale di tale situazione è l'organizzazione feudale del Mezzogiorno. I Signori locali non favoriscono l'istruzione, perché hanno bisogno di braccia per la coltivazione delle terre e perché temono (come il sovrano) che lo studio favorisca la nascita di movimenti di ribellione o, addirittura, esplosioni di fermenti rivoluzionari. A ciò si aggiunga la mancanza di Scuole di formazione per i maestri e la scarsità dei fondi governativi e comunali da destinare al settore primario. Maggiore attenzione, infatti, il Governo di Napoli mostra per i Collegi di istruzione superiore e per le Università. In effetti, le uniche scuole, fino all'avvento dei Napoleonidi (1806), restano i seminari, aperti anche a quei ragazzi che non intendono abbracciare la carriera ecclesiastica. 

 

Capitolo II

Dalla Scuola Pia alla Scuola Primaria Pubblica

 

 Durante il decennio francese (1806 -1815), si ha finalmente la svolta auspicata dagli spiriti più illuminati del Regno. Con decreto del 15 agosto 1806, viene istituita la scuola primaria gratuita per tutti. Tale decreto, emanato quando ancora non tutto il Regno di Napoli è nelle mani dei Napoleonidi, dimostra chiaramente come alla nuova amministrazione stia veramente a cuore liberare i popoli dall'ignoranza. Purtroppo, il brigantaggio e la mancanza di fondi da parte dei Comuni ostacolano i propositi dei governanti. Verso la fine del 1808, la scuola primaria risulta istituita nelle varie province del Regno, tranne che in Basilicata e nelle due Calabrie (solo Catanzaro, Cosenza e Monteleone - attuale Vibo Valentia - sono provviste di scuola primaria). La Basilicata e le due Calabrie (Calabria Citra o Citeriore,con capoluogo Cosenza; Calabria Ultra o Ulteriore, con capoluogo Monteleone) fino al 1809 sono, purtroppo,frenate nella loro crescita civile e culturale dal triste fenomeno del brigantaggio. A Corigliano, non per ottemperanza alle disposizione governative, ma solo per un caso fortuito, la scuola primaria nasce tra il 1806 e il 1807, cioè ancor prima che in altri centri delle due Calabrie. Nel 1806, infatti, un cittadino coriglianese, Michelangelo Barbarello, dispone - per mezzo di testamento - l'istituzione in Città di una Scuola Pia, per l'istruzione di 20 (venti) figlioli poveri; ad essi devono essere impartite le nozioni fondamentali, per leggere, scrivere, abaco e rudimenti di vivere cristiano e precetti grammaticali. Tutto ciò viene evidenziato da una delibera comunale del 24 marzo 1810. Sembra opportuno, a tale riguardo, soffermarsi, sia pure brevemente, sulla fisionomia delle Scuole Pie. Nate nel 1597, nel quartiere Trastevere di Roma, precisamente nella parrocchia di Santa Dorotea, esse rappresentano "la prima scuola popolare gratuita in Europa" (L. von Pastor). S. Giuseppe Colasanzio (1557 - 1648), fondatore dell'Ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre dì Dio delle Scuole Pie (o Scolopi), ai tre voti tradizionali (castità, povertà ed obbedienza) aggiunge quello specifico della particolare attenzione per l'educazione dei bambini poveri. Ritornando sulla delibera comunale di cui sopra, si evince chiaramente da essa che la Scuola Pia nata in  Corigliano è da considerare privata (perché non istituita dallo Stato o dal Comune), ma il fatto che sia frequentata da ben venti fanciulli poveri dimostra, in maniera inconfutabile, che essa riveste una funzione pubblica non trascurabile. Il fatto, poi, che il Decurionato, nel 1810, intervenga, affinchè la suddetta scuola venga sussidiata adeguatamente e continui a svolgere la sua missione educativa e formativa, fa chiaramente intendere che l'obiettivo unanime del privato e degli amministratori della "cosa pubblica" può coincidere perfettamente, quando c'è in gioco, come in questo caso, il bene della collettività. Bisogna spiegarlo bene questo passaggio o, meglio, questo intervento pubblico nel privato, altrimenti sfugge la portata storica e sociale dello stesso. La Scuola Pia, fondata da Michelangelo Barbarello nel 1806, in seguito alla soppressione degli Ordini monastici (1809) voluta dall'amministrazione francese ed alla conseguente vendita dei beni ecclesiastici, sta per agonizzare. Questo perché la scuola viene mantenuta in vita, oltre che dai fondi lasciati dalla beneficenza del fondatore, dai primi frutti ed annue rendite del capitale di ducati duemila alla ragione del sei per cento ipotecati (sic) sopra i beni dei reverendi Padri de'Minimi di S. Francesco di Paola di questa città! Soppresso l'Ordine dei Minimi (7-8-1809) devoluti i suoi beni a vantaggio del Real Demanio, la Scuola Pia, istituita in Corigliano,ha i giorni contati. Nel giro di pochi mesi, vengono a mancare i pochi fondi necessari per pagare almeno lo stipendio del Maestro dei Fanciulli. A questo punto, interviene il Decurionato, che stanzia i fondi per salvare la scuola e mantenere in vita un'istituzione educativa prestigiosa, indispensabile per favorire i bisogni degli indigenti. Anzi, il Decurionato fa di più. Intervenendo, il Comune di Corigliano, oltre a stanziare la consueta somma di centoventi ducati annui, a favore del maestro, concede qualche altra cosa di più mensilmente al suddetto maestro, in maniera tale da trasformare l'istituzione privata in Scuola Pubblica ed ammettere tutte le persone povere del Paese. Tutto ciò, anche, in ottemperanza alla circolare dell'Intendente di Calabria Citra del 22 settembre 1809, che fa seguito alle sollecitazioni inviate l'anno precedente ai vari Intendenti delle Province napoletane dal Ministro dell'Interno, allora responsabile del settore scolastico. In tal modo, ancor prima del decreto governativo del settembre 1810,col quale finalmente vengono attuate le direttive del decreto del 15 agosto 1806, Corigliano si dota di una Scuola Pubblica. Il Decurionato conferma nell'incarico di maestro don Giuseppe Meligeni, persona di molta abilità e probità,  già Direttore e maestro della scuola pia voluta da Michelangelo Barbarello. È appena il caso di sottolineare come sia, dunque, il Meligeni il primo maestro di scuola pubblica, autorizzato dal Comune e, perciò, dallo Stato, ad espletare tale funzione in Corigliano. La volontà degli Amministratori Comunali non si ferma qui, giacché, nel pieno rispetto delle direttive del decreto del 1806, il Decurionato delibera, anche, di provvedere all'istruzione primaria delle Fanciulle, nominando la maestra Maria Rosa Astone, molto abile ad un tal disimpegno. Avrà lei il compito di fare apprendere, insieme colle necessarie arti donnesche, il leggere, scrivere, e la numerica alle fanciulle. In virtù di tale provvedimento amministrativo, Maria Rosa Astone risulta essere la prima maestra ad operare nella scuola primaria femminile di Corigliano, per fornire anche alle bambine i rudimenti dell'istruzione di base. Saggio nell'impostazione generale e provvidenziale nella pratica, il provvedimento decurionale invita il lettore a fermare l'attenzione su un dato estremamente interessante. Se la nomina comunale, pur lasciando invariato lo "status" di maestro di scuola privata, attribuisce al Meligeni un ruolo pubblico, d'altra parte, conferisce alla maestra Astone una fisionomia ben diversa, giacché le riconosce il crisma della patente pubblica, sin dall'inizio dell'attività scolastica. In forza di ciò, il primo vero docente di scuola primaria pubblica in Corigliano è una donna: la maestra Maria Rosa Astone.

 

Capitolo III

 

 I maestri-parroci

Nel corso del 1810, il contesto scolastico cittadino si precisa e si arricchisce: il 30 luglio 1810, una nuova delibera decurionale evidenzia, in maniera chiara, che la scuola pubblica in Corigliano è già operante, almeno da un anno, in quanto gli amministratori nominano come maestro di Scuola della Comune il dottor in legge Alessandro Bombino... molto adatto, il quale viene non solo nominato, ma confirmato (sic) in tale carica."1 Anche tale delibera, come quella del 24 marzo 1810, riveste un'importanza straordinaria per chi voglia "penetrare" nella volontà propositiva e costruttiva degli amministratori comunali del tempo. Nonostante la presenza di una scuola pubblica, retta e sovvenzionata, secondo i dettami della legge, dalla (sic) Comune, i Decurioni vanno in soccorso della Scuola Pia creata dal Barbarello, per dare ai fanciulli del luogo (specie ai più poveri e bisognosi) una possibilità in più di istruirsi e di camminare sulle vie del sapere. 

Quest'ultimo deliberato va letto nella sua effettiva portata, trattandosi di decisione che, senza amplificazione di spesa, ammette per la prima volta nella suddetta Scuola Pia anche le fanciulle, che ne abbiano desiderio e bisogno. Si pensi che l'ingresso delle ragazze nella scuola pubblica avverrà solo nel 1819! Poiché le condizioni sociali del Paese ostacolano la formazione dei maestri da nominare nella scuola pubblica, il Re di Napoli, Gioacchino Murat, ordina che nei vari Comuni siano i Parroci ad assumere le funzioni di Maestri. Le direttive reali, recepite dal Ministro degli Interni e dagli Intendenti delle Province napoletane, vengono trasmesse dal Sottintendente di Rossano al Sindaco di Corigliano il 17 settembre 1810. Due mesi dopo, il Decurionato provvede ad eseguire gli ordini del superiore Ministero, per cui sostituisce il maestro Alessandro Bombini con don Giambattista Navale, primicerio della Parrocchia di S. Giovanni de Fundis. Accettata la nomina, il Navale riceve dal Decurionato le istruzioni relativamente alla sua carica e coll’annua paga descritta nel Budget, dovendo egli aprire una casa commoda (sic) e centrale per commodo (sic)e buona educazione dei Fanciulli, dovendo subito principiarne l'esercizio. Subito dopo, inizia le lezioni, in una casa posta nel Centro storico della Città. È singolare il fatto che lo stesso Parroco, e non già il Comune, debba provvedere ai locali da adibire a scuola pubblica. L'anno seguente, il Navale viene confermato dal Decurionato nel suo incarico, come colui che si renderà più utile per l'educazione, e che alle probità e cognizione unisce la pubblica opinione. Interessante anche questa delibera comunale, giacché essa non si sofferma solo sulle qualità professionali del maestro, ma anche e soprattutto sulla sua moralità e sulla stima di cui gode all'interno della comunità in cui opera. Nominato parroco della Matrice Chiesa di S. Maria della Piazza (o S. Maria Maggiore) nel 1814, il Navale, dopo quattro anni di insegnamento, da le dimissioni dalla carica di maestro di scuola primaria, per cui il Decurionato decide di vagliare dopo matura riflessione le qualità umane e professionali di tre sacerdoti coriglianesi, disponibili a ricoprire la carica di maestro: Francesco Alice, Giuseppe Schiavelli, Francesco Antonio Malavolti. La delibera relativa alla terna prescelta viene inviata al Ministero dell'Interno, che, il 20 luglio 1814, rimette al Sindaco di Corigliano il brevetto, con cui viene nominato maestro di scuola primaria don Giuseppe Schiavelli, al quale il Decurionato consegna le istruzioni relative a tal carica. Anche questa volta, il Decurionato obbliga il maestro a farsi carico di aprire la scuola in una casa centrale e commoda (sic) per i Fanciulli. Del maestro don Giuseppe Schiavelli si conservano nell'Archivio Storico Comunale di Corigliano i primi documenti relativi allo Stato degli alunni, che hanno frequentato la Scuola pubblica, a partire dal mese di giugno 1815. Redatti mensilmente, questi fogli, in cui vengono annotati il numero degli alunni, il nome, il cognome e l'età di ognuno di essi e, in calce, le osservazioni sistematiche del maestro, sono estremamente interessanti perché "fotografano" la situazione scolastica dell'epoca in maniera obiettiva. Gli alunni frequentanti sono trentacinque, tutti maschi, di età compresa tra i 7 e i 19 (sic) anni ; il maestro annota mensilmente, nelle osservazioni, le qualità e le abilità che gli allievi mostrano durante le lezioni. Osservando il prospetto del giugno 1815 (o altri similari degli anni successivi), il lettore viene colpito da alcuni dati di rilievo. Innanzi tutto, la stessa classe viene frequentata da allievi di diversa età: ragazzi, adolescenti, giovani di diciotto o diciannove anni! Si può immaginare quanta cura il docente possa dedicare ad ogni singolo alunno o ad ogni singola fascia d'età! Risulta assai strano notare, poi, come alunni appartenenti a famiglie cospicue della Città siano sprovvisti, ancora in età giovanile, di un minimo di istruzione. È il caso di tre esponenti della più nobile ed antica famiglia di Corigliano, gli Abenante: Giovanni (dodici anni), Ferdinando (quattordici) e Scipione (diciannove!). È quel che succede a due ragazzi della famiglia Varcaro, da generazioni notai: Domenico (undici anni) e Vincenzo (quattordici). Una situazione analoga vivono i due fratelli de Tomaso: Felice (diciotto anni!) e Pierpaolo (sedici). Identico caso si presenta per il giovane Carlo Cimino, che inizia a frequentare la scuola alla bella età di sedici anni! Tutto ciò fa capire come, anche per le famiglie borghesi dei primi anni dell'Ottocento, sia difficile dotare le proprie case di precettori che diano ai loro figli almeno l'istruzione di base. Tornando alla figura del maestro Schiavelli, c'è da precisare che egli rimane in carica fino all'anno scolastico 1816/17. L'anno successivo, viene nominato, al suo posto, il sacerdote don Francesco Maria Alice (1-9-1777 // 26-12-1845), parroco di S. Maria Maggiore dal gennaio 1820, il quale svolge le sue funzioni di maestro di scuola pubblica fino al 1822. Numerosi i suoi allievi: nell'agosto del 1818 sono ben settanta!

Capitolo IV

 

 Le maestre delle fanciulle

Fino all'anno 1819, la scuola primaria (attuale biennio elementare) in Corigliano è aperta solo ai ragazzi. Nell'anno scolastico 1819/1820, finalmente viene nominata la maestra delle fanciulle della scuola primaria pubblica, Caterina Piazza, la quale resta in carica fino al 1823, per essere sostituita, l'anno seguente, da Beatrice Pedota, in servizio fino al 1830. Le prime quindici allieve della maestra Piazza, di età compresa tra i sei e i tredici anni, devono seguire lezioni finalizzate essenzialmente a sviluppare le cosiddette arti donnesche. Ad ogni singola alunna sono richieste le seguenti abilità: ricama e cuce; travaglia in calzette; cuce e impara a far le lettere alla biancheria; incomincia a fare la maglia. A tutto questo, si affiancano i primi rudimenti per leggere, scrivere e doveri di religione. Interessanti le osservazioni delle maestre sulla frequenza delle allieve 

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Capitolo V

 

La Scuola Secondaria 

II Decurionato di Corigliano intuisce che qualcosa sta cambiando ai vertici del Governo centrale e che i tempi sono, quindi, maturi per "chiedere" di migliorare lo stato della Scuola pubblica.Nel settembre 1836, il Decurionato invia una petizione al Superiore Ministero, al fine di ottenere l'apertura della Scuola Secondaria (in pratica, il biennio

successivo alle prime due classi della scuola primaria)Non avendo………….(vi rimando al libro di E. Cumino in vendita nelle migliori librerie di Corigliano)

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Capitolo VI

 

La Scuola Elementare dopo l'Unità d'Italia 

II nuovo Regno d'Italia, mantenendo in vigore il decreto 13-11-1859, n.3725, del Regno di Sardegna, meglio conosciuto come legge Casati, per quanto attiene alla Scuola Elementare, mantiene sostanzialmente in vita il sistema scolastico napoletano. L'istruzione elementare, a carico dei Comuni, viene articolata in due cicli: un ciclo inferiore biennale,obbligatorio e gratuito, e un ciclo superiore anch'esso biennale, da istituire solo nei Comuni con popolazione superiore ai quattromila abitanti. A Corigliano, Comune con oltre diecimila abitanti,

l'istruzione elementare viene potenziata.Vengono istituite due scuole di grado inferiore, affidate a don Antonio Linardi e a don Salvatore Policastri, e due scuole di grado superiore, affidate a don Antonio Dragosei e a don Clemente Gagliardi,mentre restano sempre due le maestre di grado inferiore, cioè Maria Teresa Leonetti e Teresa Saliceti

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